PNRR Protezione e valorizzazione dell’architettura e del paesaggio rurale

paesaggio rurale

E’ stata da poco lanciata una misura a livello nazionale, disciplinata da bandi a livello regionale (in base anche alle risorse disponibili per ciascuna regione), con finestra di apertura e chiusura per la presentazione delle domande unica a livello nazionale.

La misura è denominata “Protezione e valorizzazione dell’architettura e del paesaggio rurale” e rappresenta un contributo a fondo perduto finalizzato alla conservazione e valorizzazione di edifici storici rurali e di tutela del paesaggio rurale.

Quali sono i principali obiettivi del contributo?

  • Preservare i valori dei paesaggi rurali storici attraverso la tutela e la valorizzazione dei beni della cultura materiale e immateriale e al mantenimento e rispristino della qualità paesaggistica dei luoghi;
  • Promuovere la creazione di iniziative e attività legate ad una fruizione turistico-culturale sostenibile, alle tradizioni e alla cultura locale.

Gli interventi potranno, inoltre, riguardare spazi aperti di pertinenza degli insediamenti rurali e aree produttive agro-silvo-pastorali che si caratterizzano come componenti tipiche dei paesaggi rurali tradizionali.

Quali sono i principali obblighi del contributo?

I beni oggetto di intervento dovranno essere resi disponibili alla pubblica fruizione per un tempo congruo di almeno 5 anni, sentita la competente Soprintendenza in caso di beni sottoposti a tutela ai sensi del D.lgs. n. 42/2004.

Gli interventi potranno altresì essere finalizzati alla realizzazione e allestimento di spazi da destinare a piccoli servizi culturali, sociali, ambientali turistici (escluso ricettività), per l’educazione ambientale e la conoscenza del territorio, anche connessi al profilo multifunzionale delle aziende agricole.

Obbligo di avviare l’intervento (mediante le necessarie comunicazioni relative all’inizio dei lavori) entro il 30 giugno 2023.

Obbligo di conclusione dell’intervento entro il 31 dicembre 2025.

Quali sono le tipologie di patrimonio culturale rurale oggetto di intervento?

  1. edifici rurali: manufatti destinati ad abitazione rurale o destinati ad attività funzionali all’agricoltura (mulini ad acqua o a vento, frantoi, ecc.), che abbiano o abbiano avuto un rapporto diretto o comunque connesso con l’attività agricola circostante e che non siano stati irreversibilmente alterati nell’impianto tipologico originario, nelle caratteristiche architettonico-costruttive e nei materiali tradizionali impiegati;
  2. strutture e/o opere rurali: i manufatti che connotano il legame organico con l’attività agricola di pertinenza (fienili, ricoveri, stalle, essicatoi, forni, pozzi, recinzioni e sistemi di contenimento dei terrazzamenti, sistemi idraulici, fontane, abbeveratoi, ponti, muretti a secco e simili);
  3. elementi della cultura, religiosità, tradizione locale: manufatti tipici della tradizione popolare e religiosa delle comunità rurali (cappelle, edicole votive, ecc.), dei mestieri della tradizione connessi alla vita delle comunità rurali, ecc.

Quali sono gli interventi finanziabili?

  • Risanamento conservativo e recupero funzionale di insediamenti agricoli, edifici, manufatti e fabbricati rurali storici ed elementi tipici dell’architettura e del paesaggio rurale, coniugati, ove opportuno, ad interventi per il miglioramento sismico e dell’efficienza energetica nonché volti all’abbattimento delle barriere architettoniche;
  • Interventi di manutenzione del paesaggio rurale;
  • Allestimento di spazi da destinare a piccoli servizi culturali, sociali, ambientali turistici (escluso ricettività), per l’educazione ambientale e la conoscenza del territorio, anche connessi al profilo multifunzionale delle aziende agricole.

Gli interventi sulle tipologie di architettura rurale sopra descritte potranno interessare beni per i quali sia intervenuta la dichiarazione di interesse culturale con corrispondente decreto ministeriale ai sensi del D.lgs. n. 42/2004 e ss.mm.ii. ovvero che abbiano più di 70 anni e siano censiti o classificati dagli strumenti regionali e comunali di pianificazione territoriale e urbanistica.

Non sono ammissibili le operazioni riguardanti beni localizzati nei centri abitati o nel territorio urbanizzato ai sensi della l.r.65/2014, come individuati negli strumenti della pianificazione territoriale e urbanistica comunale.

Qual è l’entità del contributo?

Il contributo è concesso, fino ad un massimo di 150.000,00 euro come forma di cofinanziamento per un’aliquota del 80%.

Il contributo è portato al 100% se il bene è oggetto di dichiarazione di interesse culturale, fermo restando la soglia massima di 150.000,00 euro.

Esistono dei criteri di priorità? Quali sono?

Il bando prevede la definizione di criteri di priorità come di seguito elencati:

  • ai beni ubicati in aree territoriali di elevato pregio paesaggistico, UNESCO, FAO GIAHS, etc
  • a progetti presentati unitariamente attraverso un’unica candidatura che aggrega più di 3 domande presentate da proprietari, possessori o detentori a vario titolo di beni che insistono su aree contermini
  • ai progetti localizzati in aree ove sia possibile valorizzare le integrazioni e sinergie con altri progetti di valorizzazione territoriale promossi a livello nazionale, regionale
  • a progetti che promuovano la riqualificazione del paesaggio come strumento per il contrasto al degrado sociale e alla illegalità per la creazione di una coscienza civica diffusa
  • a progetti che promuovano la crescita di attrattività del contesto rurale delle Aree Interne come individuate sul territorio regionale nell’ambito della SNAI

Presentazione delle domande:

Il nuovo termine per la presentazione delle domande è il 15 giugno 2022

Contatta i nostri uffici per verificare il possesso dei requisiti e la possibilità di richiedere il contributo.

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